Chianti o Chianti Classico

SAI CHE IL CHIANTI E IL CHIANTI CLASSICO NON SONO LO STESSO VINO?

Il Chianti è un vino conosciuto in tutto il mondo, ma bisogna conoscere le differenze tra Chianti e Chianti Classico per poter distinguere il primo dal secondo.
È molto comune confonderli, pochi sanno che sono due vini differenti. 

Sono entrambi prodotti e coltivati in Toscana, ma in zone ben distinte e regolamentate.

In Chianti si fa solo il Chianti Classico, ed è la prima zona vinicola delimitata e definita a norma di legge. Fu il Granduca di Toscana Cosimo III a ufficializzare la corrispondenza ufficiale tra il nome del vino rosso toscano e il nome del territorio Chianti nel 1716.

L’area di produzione del Chianti è compresa tra le città di Firenze e Siena, ma nel momento in cui la domanda superò la produzione, i contadini vicini iniziarono a realizzarne uno simile. Ovvero, iniziarono a produrre un vino rosso toscano che utilizzava gli stessi uvaggi e sistemi  dell’area del Chianti. Il vino venne chiamato “all’uso Chianti”, per poi diventare semplicemente Chianti.

Da questa usanza nacque il problema sulle denominazioni, ed è per questo che nel 1924 prende vita il Consorzio per la difesa del vino Chianti e pochi anni dopo (nel 1932) anche il Governo Italiano emanò un decreto ministeriale per differenziare i due vini.

Oggi esistono due tipi di vino rosso toscano chiamati ‘Chianti’, con relative zone di produzione, disciplinari e Consorzi di Tutela

Il Chianti Classico prende la definizione «Classico», che significa il primo, l’originale.

Viene vinificato nei comuni di:

  • Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti;
  • in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.

Mentre il Chianti Doc e DOCG si produce nelle aree limitrofe, comprese nelle province di Pistoia, Prato, Firenze, Siena e Arezzo, un’area molto più estesa di quella del classico.

Esistono 7 denominazioni di Chianti:

  • Chianti colli Fiorentini
  • Chianti Rufina
  • Chianti colli Senesi
  • Chianti colli Aretini
  • Chianti Colli Pisani
  • Chianti Montalbano.

La Toscana possiede una zona perfetta per la produzione di vini rossi eleganti, morbidi e complessi, questa è una verità che va oltre ogni piccola diatriba di definizione.

Esistono però delle piccole differenze, ad esempio in ciò che possiamo trovare all’interno della bottiglia. Sia il Chianti che il Chianti Classico sono ottenuti da uve Sangiovese.

Il Chianti deve contenere minimo il 70% di Sangiovese (ma può essere realizzato usando anche il 100% di uva Sangiovese), mentre il Chianti Classico l’80%.

La percentuale restante di uva può essere una varietà locale come il canaiolo o il colorino, oppure un cabernet sauvignon, un merlot, o un syrah.

Secondo il disciplinare di produzione, le etichette di Chianti Classico si dividono in: Annata (12 mesi di invecchiamento), Riserva (24 mesi di invecchiamento) e Gran Selezione (30 mesi di invecchiamento).

Non si distinguono solo per il tempo di invecchiamento, ma anche per grado alcolico: 12% vol. per Annata, 12,5% vol. per Riserva, 13% vol. per Gran Selezione.

SONO DIVERSI ANCHE NEL GUSTO?

Si, ci sono delle differenze anche sul organolettico.

Il Chianti è un rosso secco, sapido, con una buona acidità, sentori di fragola e frutti rossi. Se conoscete l’immagine del fiasco impagliato, è proprio questo vino che veniva servito così, che ha la peculiarità di abbinarsi bene a molti piatti. 

Il Chianti Classico ha un colore rubino brillante, gusto asciutto e sapido tendente al morbido vellutato. Perfetto da abbinare ad un classico della tradizione culinaria Toscana: la Bistecca alla Fiorentina.